Salute e olio d’oliva: passato, presente e futuro del principe della dieta mediterranea

L’olio extra vergine d’oliva è la principale fonte di grassi nell’area mediterranea e distingue la famosa dieta mediterranea da altri regimi dietetici. L’obiettivo del convegno “Olio d’oliva: passato, presente e futuro del principe della dieta mediterranea”, in programma venerdì 15 marzo alle ore 14.30, è quello di informare i cittadini non solo sul valore nutrizionale ma anche sugli effetti positivi a livello di prevenzione garantiti dall’utilizzo quotidiano dell’olio evo. Durante il convegno saranno fornite nozioni storiche, tecniche, nutrizionali ma anche consigli per scegliere un olio extra vergine d’oliva di qualità, evitando il cosiddetto “italian sounding”.

Oltre a essere utilizzate come cibo, le olive e l’olio d’oliva sono di grande importanza culturale. Esistono centinaia di cultivar e si producono diverse tipologie di oli extra vergini d’oliva, la principale fonte di lipidi presente nella dieta mediterranea. L’olio d’oliva, in particolare quello evo, possiede molteplici effetti benefici per la salute umana. Recentemente la Fda (Food and drug administration) degli Stati Uniti ha dichiarato che il consumo quotidiano di un paio di cucchiai di oli contenenti alti livelli di acido oleico, possa ridurre il rischio di malattie coronariche.

Tre le sessioni in programma, moderate da Deborah Bonazza dell’ Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste (Asuits). Si parte con Elena Parovel di Parovel Group che affronterà il tema “Le radici dell’olio d’oliva nel nostro territorio”.

A seguire ci sarà la tavola rotonda “Olio d’oliva e salute: stato dell’arte” con la ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste Silvia Palmisano, il medico dell’Asuits Catrin Theresia Simeth, il professore associato dell’Università di Trieste e direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato digerente Saveria Lory Crocè, la docente di Legislazione farmaceutica all’Università di Trieste e di Chimica degli alimenti all’Università della Basilicata Antonella Calabretti e la ricercatrice della Fondazione italiana fegato Natalia Rosso.

L’ultima sessione, intitolata “Nuove frontiere”, vedrà come protagoniste ancora Antonella Calabretti ed Elena Parovel.